L’Annunciazione

Ideazione e produzione musicale: Antonio Splendiani (© – Tutti i diritti riservati)



Analisi del brano

Il testo del canto del “l’Annunciazione” è tratto dal Vangelo di Luca, capitolo 1, versetti 26-38. Lo scopo del brano è quello di meditare, “assaporare”, riflettere con amore, partecipazione e coinvolgimento su uno degli eventi più grandi, imprevedibili, prodigiosi e salvifici a beneficio di tutta l’umanità (e oltre…): Maria, giovane, piccola, umile e semplice creatura, che riceve l’annuncio di un Angelo (e che Angelo…!, l’Arcangelo Gabriele) mandato da Dio affinché nel Suo grembo potesse nascere il figlio di Dio, un bambino di nome Gesù…

Abbiamo immaginato la scena in un luogo senza tempo e senza spazio, unico , in cui alberga la grandezza di Dio e la piccolezza di Maria (anche se dall’immagine più sopra raffigurata viene iconograficamente rappresentato un ambiente “tra quattro mura”).

All’inizio il brano (soprattutto dal secondo 15 in poi) crea un’atmosfera quasi surreale o di fiaba (anche se una fiaba non è). In questa atmosfera, già così particolare, misteriosa e carica di speranza, una voce maschile e una femminile, alternativamente, decantano i primi versetti introduttivi, con voce delicata e soave, quasi a non voler rovinare il momento “magico” che sta per compiersi: l’annunciazione a Maria. Dal secondo 36, l’Arcangelo Gabriele, con vari timbri di voci, a rappresentazione di tutte le voci del genere umano che, con speranza ed amore, si rivolgono a Colei che da sempre è stata predestinata da Dio, piena di grazia, ad essere la fonte della nuova umanità, rigenerata nello Spirito Santo, parla a Maria.

Egli, pieno di speranza e di gioia, portatore della salvezza voluta da Dio per tutto il genere umano, con emozione e delicatezza saluta la stessa Maria, con quel saluto che per secoli, e fino alla fine dei tempi, l’umanità, con esultanza, speranza, supplica e richiesta di grazie, intonerà perennemente alla vergine Maria: “Ti saluto, o piena di grazia…” o, più semplicemente, “Ave, Maria!, Ave, Maria!”.

Si percepisce che l’Arcangelo Gabriele prova gioia e gaudio nel rivolgersi alla futura madre di Gesù, tant’è che non riuscendo a trattenere quella responsabilità e, nello stesso tempo, quel desiderio che prova dentro di se di rivolgersi a Lei direttamente, appena dopo il saluto le dice subito: “Tu sei piena di grazia, il Signore è con te!”.

 Nel nostro canto immaginiamo che tanta è la gioia, la stima e la fiducia che l’Arcangelo ripone in Maria che, dal suo cuore, intona subito un canto affabile, dolce, ma nello stesso tempo umile e semplice che a mo’ di accordo musicale Le dedica, a più voci, le parole d’affetto e di condivisione più semplici, ma ricche di significato e doni, che una creatura possa esprimere ad un’altra dolce creatura, benedetta ed amata da Dio: AVE MYRIAM (Maria), “Amata da Dio” (dalla radice ebraica “Myr”, da tradurre con “Amata” e “Yam, sintesi di “Yhaweh”, Dio – , con assonanze riconducibili anche alla traduzione di: “Stella del mare”, “Principessa”, “Illuminata”, “Goccia del mare”).

Dopo che Maria, turbata, si è chiesto che senso avesse un tale saluto, dal minuto 1 e 10 secondi circa, la voce dell’Arcangelo che, con timbri e “spazialità” diversi, come abbiamo accennato in precedenza, ma anche a rappresentazione dell’universalità e della pienezza-completezza di Colui che l’ha mandato, in simbolica trepida attesa, attende dalla Vergine Maria un gesto ed una risposta positiva all’annuncio fatto, sussurrando alla stessa Maria di “non temere, perché hai trovato grazia presso Dio”. In un crescendo di emozione, sentimento e coinvolgimento, anche per il “feeling” e la “simbiosi” gioiosa che si stava instaurando tra i due protagonisti, l’Arcangelo rassicura Maria, dicendole subito dopo: “Darai alla luce un bambino e lo chiamerai Gesù…. Egli sarà grande, sarà chiamato figlio dell’Altissimo e regnerà per sempre”.

Qui il narratore, in duplice voce, quasi a simboleggiare il coinvolgimento “in toto” di ciò che accade, a rappresentazione del genere maschile e femminile, nel suo complesso, che assiste al miracolo, in un’atmosfera di calma, pacatezza e meditazione profonda, introduce la risposta di Maria, sempre dolce, umile e spontanea, che sussurra: “Come è possibile? Non conosco uomo”.

L’Arcangelo Gabriele, in risposta, quasi a non poter più trattenere la verità, l’esultanza e la gioia dell’annuncio, in maniera armoniosa ed a più voci, anche alternate, effluvio della voce “armonica” di Dio e dello stesso genere umano (come accennato in precedenza) prorompe aggiungendo: “Lo Spirito Santo scenderà su di Te, su di Te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Nulla è impossibile a Dio!”.

Finalmente, Maria, di fronte a tale annuncio e, contemporaneamente, grandezza del mistero rivelato, con molta umiltà, semplicità, disponibilità e gioia prorompe in un canto di gratitudine a Dio, affermando le parole: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto…”

Al pronunciare di queste parole si scatena l’esultanza, la gioia, la festa di tutto il creato, di ogni creatura, degli Angeli e degli Arcangeli che, come correndo all’impazzata a destra e sinistra come scintille di fuoco, portatrici di schegge di luce e di ”fuoco”, vengono rappresentati dal suono delle corde di una chitarra elettrica, che percosse e suonate con arte, diffondono le loro voci “armoniose” per ogni dove, anche lì dove nessuno osa avventurarsi o immaginare…

Il riff di chitarra elettrica fa da introduzione all’esultanza ed alla gioia totale del compimento, in maniera favorevole, dell’annunciazione e del concepimento di Colui che avrebbe incarnato, per sempre, l’amore di Dio per l’umanità, nel grembo di una donna “piena di grazia”, che con il suo “Sì” ha permesso che si aprisse il Regno di Dio a tutta l’umanità, ferita dal peccato.

Ave Maria

Ideazione, e produzione musicale: Antonio Splendiani (© – Tutti i diritti riservati)














Ave Maria

Ideazione e produzione musicale: Antonio Splendiani (© – Tutti i diritti riservati)








Ave Maria

Ideazione e produzione musicale: Antonio Splendiani (© – Tutti i diritti riservati)





















Salve Regina

Ideazione e produzione musicale: Antonio Splendiani (© – Tutti i diritti riservati)





























Salve Regina

Ideazione e produzione musicale: Antonio Splendiani (© – Tutti i diritti riservati)




























Dolce Maria

Ideazione, produzione musicale e testo: Antonio Splendiani (© – Tutti i diritti riservati)





































Il Canto di Maria (Magnificat)

Ideazione e produzione musicale: Antonio Splendiani (© – Tutti i diritti riservati)





















Madre della Speranza e dell’Amore

Ideazione, produzione musicale e testo: Antonio Splendiani (© – Tutti i diritti riservati)












Maria, Tu canti

Ideazione, produzione musicale e testo: Antonio Splendiani (© – Tutti i diritti riservati)

















8 Settembre

(Buon compleanno Maria)

Ideazione, produzione musicale e testo: Antonio Splendiani (© – Tutti i diritti riservati)







Offerta della sera a Maria

Ideazione e produzione musicale: Antonio Splendiani (© – Tutti i diritti riservati per la parte musicale). Testo tratto e adattato da una preghiera di Santa Paola Frassinetti




















Offerta della sera a Maria

(Versione 2)

Ideazione e produzione musicale: Antonio Splendiani (© – Tutti i diritti riservati per la parte musicale). Testo tratto e adattato da una preghiera di Santa Paola Frassinetti












Ave Maria, primizia di nuova Umanità

(Noi ci rivolgiamo a Te…)

Ideazione e produzione musicale: Antonio Splendiani (© – Tutti i diritti riservati) – Testo adattato da una preghiera di San Giovanni Paolo II, da lui redatta in occasione dell’incoronazione della statua della Madonna del Rosario collocata nella Parrocchia di Santa Maria Immacolata, in Grottarossa (Roma), incoronazione avvenuta il 2 novembre 1986.















Dolce guida di Maria e di Gesù

Ideazione, produzione musicale e testo: Antonio Splendiani (© – Tutti i diritti riservati)
















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Tota Pulchra

 Ideazione e produzione musicale: Antonio Splendiani (© – Tutti i diritti riservati). Il testo è un inno che trae ispirazione dal versetto biblico “Tota pulchra es…” (Cantico dei Cantici 4,7). La struttura odierna, utilizzata nei Vespri dell’Immacolata e/o durante la novena dell’Immacolata Concezione (29 novembre – 7 dicembre), si è formata tra il Medioevo e l’epoca successiva, consolidandosi nella tradizione francescana.


























Alma Redemptoris Mater

Ideazione e produzione musicale: Antonio Splendiani (© – Tutti i diritti riservati) – Il testo è di un’antica antifona liturgica mariana, attribuito al monaco benedettino dell’abbazia di Reichenau, Ermanno il Contratto (Hermannus Contractus), vissuto nell’XI secolo (1013-1054). Curiosità: viene recitata o cantata dopo la Compieta, in particolare durante il tempo di Natale


















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